Nuove norme UE contro il greenwashing: più controlli sulle dichiarazioni ambientali

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del D.Lgs. 20 febbraio 2026 n. 30, l’Italia ha recepito la Direttiva (UE) 2024/825, introducendo nuove regole europee per contrastare il greenwashing e rendere più trasparenti le dichiarazioni ambientali sui prodotti.

Il decreto modifica il Codice del Consumo e introduce criteri più stringenti per l’utilizzo dei claim ambientali nelle comunicazioni aziendali. In particolare, vengono vietate le asserzioni ambientali generiche o non dimostrabili e l’utilizzo di etichette di sostenibilità non basate su sistemi di certificazione riconosciuti o stabiliti da autorità pubbliche.

Le nuove disposizioni entreranno in vigore dal 27 settembre 2026 e richiederanno alle imprese una maggiore trasparenza nella comunicazione delle prestazioni ambientali dei prodotti, con informazioni verificabili e supportate da sistemi di certificazione.

In questo scenario assumono un ruolo sempre più centrale gli schemi di certificazione accreditati, come Plastica Seconda Vita (PSV), che garantiscono la tracciabilità e la verifica del contenuto di plastica riciclata nei materiali e nei prodotti.